Wednesday, December 24, 2008

Stalking

Ecco come www.wikipedia.org definisce lo stalking

http://it.wikipedia.org/wiki/Stalking


Stalking è un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.

La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata.

Lo stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner, che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito.

In altri casi ci si trova davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale, imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.

Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l'atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere una relazione con l'altra persona.

Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni, il che mette in luce l'anormalità di questo genere di condotte.


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Ecco cosa consigliano di fare: denunciare. Finora lo escludevo perchè non so il cognome del delinquente che mi rovina la vita da anni. So solo che si chiama Stefano ed è di Venezia. Questa mattina ho letto di un caso di molestie cessate subito dopo una denuncia ad ignoti; ora credo che sia proprio questo ciò che devo fare.

http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/stalking/index.html


Stalking: dalla Polizia un aiuto per vittime e operatori

Giovane donna al telefono Ti senti perseguitata con telefonate, messaggini, minacce, molestie e qualsiasi altro atteggiamento che ti mette a disagio? Potresti essere vittima dello "stalking". Con queste termine si indicano i comportamenti persecutori, diretti o indiretti ma comunque ripetuti nel tempo, che incutono uno stato di soggezione nella vittima provocandole un disagio fisico o psichico e un ragionevole senso di timore.

Un fenomeno difficile da denunciare

Il fenomeno è molto diffuso e numerose sono le donne che ne rimangono vittime e che, almeno inizialmente, cercano di risolvere il problema da sole pensando di avere a che fare con persone che rispettano le loro scelte. Nella maggior parte dei casi infatti i persecutori sono uomini che si pensa di conoscere bene in quanto ex partner, amici o colleghi di lavoro.

In molti casi inoltre le vittime non denunciano questi comportamenti per paura che la situazione diventi ancora più insostenibile. Ma in realtà l’unico modo per cercare di venirne fuori è trovare il coraggio di denunciare senza vergogna e senza imbarazzo.

Sensibilizzare i poliziotti per aiutare le vittime

Proprio per cercare di aiutare le donne che si trovano in queste condizioni la Polizia di Stato, insieme all’Università di Napoli, ha creato “Silvia” (Stalking inventory list per vittime e autori) un progetto per monitorare i casi attraverso un formulario che aiuti anche gli operatori a conoscere meglio le caratteristiche di questo fenomeno. L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare i poliziotti per fare in modo che il primo contatto con le forze dell’ordine sia rassicurante e permetta di instaurare un rapporto di fiducia con la vittima.

In Italia una legge allo studio

Nel nostro codice penale non esiste ancora un’ipotesi di reato specifica per questo fenomeno (come è invece per Usa, Canada, Australia e altri paesi europei), ma in base agli elementi descritti dalla vittima si può ascrivere la condotta a singoli reati: minacce, ingiurie, molestie, lesioni o violenza privata. È però al vaglio del Parlamento una proposta di legge che prevede una nuova fattispecie di reato art.612-bis “Atti persecutori”.

In attesa degli esiti della discussione e in occasione della giornata nazionale contro le violenze alle donne (25 novembre) pubblichiamo sul sito "Silvia la guida all'uso" nata da un’idea della Direzione centrale anticrimine (Servizio centrale operativo) ed il dipartimento di Psicologia (Centro studi cesvis) della seconda Università degli studi di Napoli.

24 novembre 2007


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In realtà sembra che ora ci sia anche una definizione del reato di stalking, e che la pena arrivi fino a 4 anni di reclusione:

http://blog.panorama.it/italia/2008/06/19/nasce-il-reato-di-stalking-fino-a-4-anni-per-i-molestatori-ossessivi/


Nasce il reato di stalking: fino a 4 anni per i molestatori ossessivi.

Il molestatore, l’assassino, il violentatore, raramente ha un volto sconosciuto. La maggior parte delle violenze sessuali sulle donne è commesso da conoscenti, parenti, amici, ex fidanzati, ex mariti.

E frequentemente si tratta di violenze annunciate dalle telefonate ossessive, dai pedinamenti, dalle minacce, da un’invadenza degli spazi personali che si fa sempre più pressante. In gergo si chiama stalking (in inglese persecuzione, pedinamento). “Atti persecutori”, così sono definiti nel disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri: saranno un vero e proprio reato, non più un fastidio contro il quale era inutile appellarsi. Fino a 4 anni di reclusione le pene previste, fino all’ergastolo se le minacce si concretizzano e la vittima muore. La proposta è stata portata in Cdm dai ministri della Giustizia Angelino Alfano e da quello delle Pari Opportunità Mara Carfagna. “L’introduzione del reato di stalking mette l’Italia al passo con gli altri paesi che hanno già legiferato in proposito” ha detto Carfagna, “la tutela delle vittime delle molestie insistenti è necessaria per la prevenzione di violenza sessuale e omicidi passionali”.

Da una recente ricerca citata dal guardasigilli Alfano “risulta che su 300 crimini commessi tra partner o ex partner, l’88% ha come vittime le donne e, nel 39% dei casi, si tratta di crimini annunciati poiché si consumano dopo un periodo più o meno lungo di molestie'’. Un’attività persecutoria che attualmente è punita con sanzioni penali modeste.
Per l’Osservatorio nazionale stalking le molestie in un caso su due sono a opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei: almeno il 20 per cento di italiani, soprattutto donne, ne sono stati vittime dal 2002 al 2007. Nel provvedimento varato, si stabilisce che “il reato consiste ‘nel porre in essere minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura o un fondato timore per l’incolumità propria o di persona legata da relazione affettiva o a costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita'’.
I limiti della pena sono stati adeguati alla gravità del reato (da uno a quattro anni) e possono essere aumentati ‘’se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata alla vittima da relazione affettiva'’. La pena inoltre è aumentata da un terzo alla metà ‘’se il fatto è commesso ai danni di un minore'’, se a compierlo è una persona armata o mascherata, e, infine, si tratta di una violenza ‘’di gruppo'’.

Sunday, December 21, 2008

Buoni spesa in regalo: una rarità?

Sono un po' sorpresa che in Italia non sia facile trovare dei buoni spesa da regalare. Specie in questi momenti di crisi può essere una buona idea regalare un buono spesa ad un amico o parente.
Ho telefonato alla Coop e mi hanno detto che bisogna fare una lunga trafila burocratica per comprarne uno.
Alla Pam sembra che non esistano.
Ne ho visti alcuni in internet, anche molto comodi da acquistare online, ma sono di linee di negozi come Coin o Trony o Chicco, di cui solo pochissime sedi riconoscono il buono spesa.

Quando ero in USA una mia collega mi ha regalato un buono spesa di qualche decina di dollari che potevo spendere nei supermercati WalMart, che si trovano praticamente dappertutto.
A proposito: perchè mi ha regalato un buono spesa la mia collega? Perchè l'ho sostituita in una lezione di italiano nel periodo in cui stava per dare alla luce la sua seconda figlia.
Io e altri colleghi l'abbiamo sostituita solo nell'ultimo mese prima del parto. Lei poteva stare assente solo pochi giorni, appunto dall'ultimo mese, e per pochi giorni dopo il parto. Non veniva pagata. Se qualcuno la sostituiva lei era tenuta a restituire le ore o a pagargliele.
Io l'ho sostituita per qualche lezione solo un mese prima del parto e al massimo un altro mese dopo, forse meno. In USA funziona cosi.

Wednesday, December 17, 2008

'Regole certe per gli atenei' di Massimo Ammaniti

Riporto sotto l'articolo del Prof. Ammaniti, 'barone' (lui si definisce tale) di un'università italiana. L'articolo compare su Repubblica di mercoledì 17 dicembre 2008.
Ho sottolineato le parti che mi sembravano degne di essere commentate. Sotto riporto i miei commenti.





Dice il Prof. Ammaniti che occorrono regole precise di comportamento perchè le risorse, che sono molte e ricche, non vadano sprecate.
Temo che le regole, almeno a livello giuridico, vi siano già. Ma sono costantemente aggirate. E' evidente che preparare un concorso per un candidato scelto a priori è 'fuori regola' ma la cosa avviene costantemente e pochissimi sono i casi in cui, dopo denunce o processi, vi siano delle condanne effettive. Questo perchè giudicare un candidato dipende da criteri 'soggettivi' su cui è difficile dimostrare la colpevolezza di chi sceglie. I baroni, che hanno vasta cultura e preparazione, sanno bene che ci sono regole da rispettare, ma sanno anche che, nell'ambito del giudizio soggettivo e personale c'è una certa libertà di azione che permette di aggirare le regole. E se proprio non si riesce ad aggirare le regole, si può sempre preparare ad hoc un concorso con criteri così precisi e limitanti che solo quel preciso candidato può rientrarvi.

A proposito delle 'disinformazioni sulla stampa' 'volutamente tendenziose come ad esempio quelle relative agli stipendi dei professori ordinari che raggiungerebbero i 10.000 euro al mese, mentre sono molto al di sotto dei livelli europei',
io ho trovato invece, non sulla stampa ma sul libro di Roberto Perotti, 'L'università truccata', ed. Einaudi, i dati che riporto sotto, e che sembrano invece dimostrare che 'in Italia le remunerazioni medie e massime dei ricercatori e professori associati sono superiori (a quelle della Gran Bretagna). Sono inferiori invece quelle minime, e quasi certamente quelle massime degli ordinari'. Cioè i ricercatori sono pagati pochissimo (giusto per scoraggiarli da eccessive ambizioni) mentre associati e ordinari sono pagati anche più che in Europa.
(Si veda sotto la pag. 41 del libro di Perotti)





Infine, i concorsi. Ammaniti parla di concorsi in cui i commissari siano scelti a sorteggio e che vi siano commissari esterni.
Onestamente non credo che questo risolverebbe molto. Nessuno impedirebbe 'accordi' tra baroni che si incontrano in una sede diversa dalla propria. Poi, si sa, tra colleghi ... la categoria tende a difendere se stessa.

Infine la considerazione delle pubblicazioni scientifiche internazionali.
Beh, direi proprio che sono fondamentali. Sorprende che sia spacciata questa ovvietà per una cosa rivoluzionaria ('questa sarebbe una vera rivoluzione'). Da sempre un candidato dovrebbe essere scelto per i suoi lavori di alto merito e, ovviamente, le pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali sono tra i primi criteri da considerare.

Come Perotti scrive nel suo libro, forse l'unico modo per risolvere il problema dei clientelismi e nepotismi nelle università italiane, è che non convenga ai baroni assumere amici o parenti e che convenga invece assumere i migliori studiosi, perchè se non fanno così l'università nel suo insieme e anche i singoli responsabili di tali scelte ricevono meno soldi e meno premi in carriera.

Saturday, December 13, 2008

Pari età pensionabile per uomini e donne

Mi trovo del tutto d'accordo con la proposta di Brunetta. Non mi pare che vi siano motivi validi per mantenere differenze nell'età lavorativa tra uomini e donne. Oltretutto le donne di solito vivono di più degli uomini.
In molti paesi le donne lavorano già tanti anni quanto gli uomini.
Inoltre l'Italia è un paese molto maschilista. Ho sentito molti stranieri dirsi increduli dai discorsi delle donne italiane: sembra che l'unica cosa che interessa loro sia trovarsi un uomo. Moltissime non pensano che sia importante lavorare.

Firmato:
Una dei fannulloni del personale della scuola.

Guantanamo in Europa?

Ma perchè gli americani non si tengono in America Guantanamo? Forse perchè dovrebbero autodenunciare le loro stesse strutture per enormi violazioni dei diritti umani? Un po' comodo scaricare i panni sporchi fuori casa. Abbiano il coraggio delle proprie responsabilità: o accettino di violare i diritti umani a casa propria contro la loro stessa costituzione, o pongano fine a Guantanamo del tutto.
Pessima idea per qualsiasi stato ospitare le porcherie made in USA nel proprio paese.

Friday, December 12, 2008

Barcellona. Toro pensatore.

Sedute di cromoterapia all'aeroporto di Barcellona Girona

L'aeroporto di Barcellona Girona ha delle pareti giallissime che sono molto piacevoli da vedere. Non è un giallo sfacciato o fastidioso. Io lo trovavo molto gradevole e per questo, mentre aspettavo l'aereo, mi sono fatta qualche seduta di cromoterapia.
Il giallo è un colore molto vitalizzante: comunica energia e forza. Ho voluto vedere se è davvero così e sembra di sì.
A costo di sembrare bizzarra, fissavo per decine di minuti la parete gialla (solo gialla, senza decorazioni) e trovavo l'impressione molto gradevole e un po' euforizzante.
Poi, per controprova, ho fissato per un po' le pareti bianche normali di altre parti dell'aeroporto, e l'effetto psicologico si notava, venendo meno questa carica vitalizzante.
Insomma, la cromoterapia andrebbe studiata di più perchè può migliorare molto la vita della gente.

Traffico stradale a Barcellona

Ho notato con piacere che nella città di Barcellona i pedoni passeggiano per strada con grande sicurezza e tranquillità riguardo al traffico stradale.
Uno potrebbe dire: 'Ma va', sai che gran cosa!'. Beh, per noi italiani è una gran cosa.
Se notavo questo è proprio perchè in Italia la sicurezza nelle strade è ai minimi europei.
Anche in Lettonia, a dire il vero, ci sono pessimi automobilisti, ma qualche tempo fa un giornale americano invitava i turisti a non guidare in Italia perchè il paese è troppo pericoloso.
Se si leggono le cifre dei morti sulle strade, non si può che trovare conferma.

Ma a parte le solite polemiche, cercavo di capire perchè a Barcellona mi sentivo, da pedone, così sicura. Secondo me i motivi sono due:
1. le strade sono ben precise e regolarizzate da semafori ovunque. Ho l'impressione che in Italia a volte non ci si aspetti il semaforo perchè vi sono molti segnali di 'dare la precedenza'. Ad ogni svolta a Barcellona l'automobilista deve fermarsi al semaforo.
2. quando c'è un semaforo in Italia le macchine devono dare la precedenza ai pedoni, se vi sono pedoni. Ma se non vi sono possono svoltare e proseguire. Invece a Barcellona ai semafori ci si ferma sempre e i pedoni passano; se non vi sono pedoni le macchine sono bloccate lo stesso.

Credo di aver notato queste differenze. L'impressione di sicurezza comunque è davvero molto diversa tra la città catalana e le città italiane.
Quindi invito gli amministratori italiani a visitare la città, a studiare le regole del traffico e a importarne la migliore gestione.

Barcellona. Il Parco Guell (Parco di Gaudì).




Thursday, December 11, 2008

Obama


Mi chiedevo la ragione del nome di questo bar nel centro di Barcellona. Sono entrata e ho visto un museo, più che un bar: una raccolta ricca e molto interessante di foto del periodo coloniale inglese. Di certo il punto di vista era quello del colonialista britannico in Africa, ma sono ugualmente documenti storici molto interessanti.

Piante grasse a Barcellona


Tapas.

Una delle poche cose che uno straniero di solito conosce sulla Spagna sono le tapas. Come per uno straniero in Italia, la pizza, o il cappuccino, o le gondole.
Anch'io, che conosco di più i paesi di lingua germanica, arrivo in Spagna con la curiosità di mangiarmi almeno una tapas. Comincio ad andare da un bar all'altro e, con mia gran sorpresa, nessuno mi dà una tapas. Chiedo una tapas, mi portano la lista dei piatti, e non vedo scritto 'tapas' da nessuna parte. Qualche barista, che io pensavo un furbacchione, cerca di spacciarmi per tapas degli snack ai gamberetti, o pezzi di carne con olive, o pesciolini fritti. Ma io, non volendomi far imbrogliare, faccio presente che non c'è scritto tapas sotto quei piatti. E così continuo ad uscire, bar dopo bar, senza prendere niente.
Ma che razza di spagnoli sono i catalani, ho pensato, se non mi danno le tapas?
Ed è così che al quindicesimo tentativo di acquistare una tapas, ci rinuncio, e mi accontento delle tortillas alle patate. Anche perchè sennò rischiavo di perdere l'aereo.
In seguito, in aereo, mi riappacifico con gli spagnoli perchè scopro che, in realtà, 'tapas' non vuol dire quasi niente. Sono snack che possono essere fatti in mille modi: con carne, verdure, pesci, patate, pane ...
L'origine del nome deriva probabilmente dal fatto che nel Medioevo i viaggiatori che si fermavano nelle locande si ubriacavano facilmente. Per evitare questo, e per non dover ospitare clienti ubriachi e rissosi, gli osti presero l'abitudine di coprire con coperchi ('tapas', appunto) i boccali di vino. Con gli anni resta associato al nome il significato di un pasto preso velocemente, tra un viaggio e l'altro.

La Sagrada Familia di Gaudì


"Sagrada Familia con Gru". Sì, sembra che non sarà completata prima del 2030. Gaudì l'aveva progettata negli ultimi anni della sua vita, ma non riuscì a portare a termine l'opera.


La Sagrada Familia. Particolare. Natività (tdr - titolo del redattore).


Pietà (tdr).


Il Cavaliere (tdr).

Stazione del Nord. Sculture in stile Gaudì.

Criceti prigionieri


Lungo la Rambla ci sono molti venditori di animaletti: uccelli, criceti, gatti, cagnolini ...
Questi poveri criceti mi hanno colpito: sembrano far di tutto per rompere le sbarre con i denti per poter scappare.

Gattone di Botero (forse).


Questo simpaticissimo gattone (di Botero? Sembra una scultura di Botero, ma non ho trovato conferma nella guida) si trova nella Rambla, che è la strada più frequentata di Barcellona.
E' una lunga e larga zona pedonale, piena di caffè e negozi tipici. La Rambla arriva fino al porto, e il gattone si trova non lontano dal porto.

Barcellona. Vista sulla città e il mare.

Dalla collina del Parco Guell (Parco di Gaudì) si ha una vista panoramica della città e del porto.

Barcellona. Torre Agbar.


La Torre Agbar, uno dei simboli più noti di Barcellona.