Tuesday, February 10, 2009

Recezione da parte del pubblico

Quando studiavo letteratura comparata, un argomento importante era la recezione di una certa opera letteraria in una certa società. Un libro può essere giudicato e interpretato in modo anche diametralmente opposto a seconda della società in cui viene letto.

Qualche giorno fa la nipote di Ted Kennedy decide di rinunciare alla gara politica per vincere il seggio che prima era stato di Hillary Clinton.
Come giustifica questa scelta? Dice che preferisce rinunciare per motivi famigliari e anche per interessarsi dello zio Ted Kennedy che ha una brutta malattia.
La vera ragione, dicono, sembra invece la sua difficoltà ad affrontare il pubblico e il suo solo relativo successo come oratrice e leader politica.

La cosa strana è che la Kennedy nasconde una verità che secondo me è comprensibile e accettabile, con una scusa che non è molto accettabile. Come dire: se dicesse la verità io le darei ragione, mentre queste scuse non valgono molto. Ma il grande pubblico preferisce proprio queste scuse.
Secondo me stare a casa per preoccuparsi dello zio, non è una buona ragione: probabilmente lo stesso zio sarebbe anzi beneficiato, in termini di vitalità e motivazione, dal seguire un'appassionante campagna politica della nipote.
Se invece dice che non se la sente di affrontare un'opinione pubblica spesso stupida e diventare vittima di invadenza della stampa, critiche della gente e giudizi su tutto, anche su come sistema le pieghe della gonna, perchè tutto questo è micidiale e le rovinerebbe la vita, se dicesse questo, io le darei ragione.
Ma mi sembra di aver capito che il pubblico la pensa al contrario. Infatti il mondo politico e il mondo continuamente sottoposto ai riflettori della stampa, spesso snatura il comportamento più sensato.