Monday, September 28, 2009

"La famiglia Savage" di Tamara Jenkins

La definizione di 'familismo amorale' è stata attribuita alla società italiana dallo studioso americano Edward C. Banfield.
Il film "La famiglia Savage" di Tamara Jenkins descrive l'incontro di due fratelli americani, che non si vedono da anni, con il padre che, prossimo alla morte, solo ora ha bisogno di loro.
Ne esce il ritratto di una società fredda e squallida, che di certo non si può accusare di familismo amorale ma che ... lo fa quasi rimpiangere.

Sunday, September 27, 2009

La Voce di Rovigo - scarso trasporto pubblico a Rovigo.


Carini i giornalisti della Voce di Rovigo.
Come dicevo due post fa, il trasporto pubblico a Rovigo non mi sembra eccellente.
Avevo segnalato alla redazione un mio problema di trasporto tra Rovigo e Canaro dopo la lettura di un articolo che descriveva i rodigini come grandi fruitori di mezzi privati ... forse proprio perché il traporto pubbico non è un gran che.
Qualche giorno fa, poi, volevo raggiungere il centro commerciale La Fattoria, che sembra frequentatissimo dai rodigini. Non so se mi hanno dato indicazioni sbagliate, ma per arrivarci mi hanno fatto scendere 1,5 km dall'area, distanza da coprire sia all'andata che al ritorno ... con borse piene di acquisti.

Riporto sopra la segnalazione da me inviata, che i giornalisti della Voce hanno voluto pubblicare.
Qualche giorno prima l'avevo resa nota nel mio blog:
http://rbarazza.blogspot.com/2009/09/poco-trasporto-pubblico-rovigo.html

Saturday, September 26, 2009

Cardinali di colore negli anni '60

Ieri sera, durante la trasmissione 'La storia siamo noi', si diceva che, negli anni '60, mentre in USA i neri non avevano neanche i diritti politici, nella Chiesa Cattolica molti coprivano il ruolo di vescovi e cardinali, come coloro che, in quegli anni, parteciparono al Concilio Vaticano II.

Mi ha colpito. Le due cose, separatamente, sono ben note, ma non mi era mai venuto in mente quest'accostamento.

Monday, September 21, 2009

Poco trasporto pubblico a Rovigo

A pag. 3 della 'Voce di Rovigo' del 21 settembre 2009 c'è un articolo su
'Rovigo, una provincia al volante'.
'I polesani percorrono mediamente 15.561 km annui, 3mila più della media nazionale.'


Non ho problemi a crederlo! Uno dei miei capi se l'è presa con me perché, spostandomi solo con mezzi pubblici, non riesco a raggiungere una delle scuole in tempi ragionevoli.
Ho voluto mandare alla 'Voce di Rovigo' il mio commento:

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Buongiorno. Ho letto nella Voce di Rovigo di oggi 21 settembre l'articolo a pag. 3
'Rovigo, una provincia al volante' di Francesco Campi.

Nessun articolo può esaurire un argomento complesso, ma ho notato che non si è neanche accennato ad un problema fondamentale, secondo me, per il trasporto di Rovigo: la scarsità di mezzi pubblici.

Sono di Treviso, insegno a Rovigo e Canaro, e lo scorso anno insegnavo a Bologna.
Qualche giorno fa il capo di una delle due sedi si è arrabbiato con me perché, non avendo la macchina e usando mezzi pubblici, non riuscivo a raggiungere Canaro da Rovigo in tempi ragionevoli.
Canaro dista da Rovigo 15 minuti in treno e mezz'ora in pulman.
Se io finisco le lezioni in una scuola alle 9 a Rovigo, posso essere a Canaro solo alle 11.26, considerando sia treni che corriere.

Lo scorso anno e l'anno prima ho insegnato a Bologna, che è un paradiso per quanto riguarda mezzi pubblici.
Ho insegnato a Bologna, Budrio, Imola e vissuto a Bologna, Budrio, Casalecchio in due anni.
Mi spostavo tra casa e le varie scuole con una velocità esemplare.
Aggiungo che Budrio, ad esempio, è un paese che non si trova lungo linee ferroviarie importanti, ma la Regione Emilia Romagna ha costruito una ferrovia regionale che tocca le zone più interne ed ha frequenti collegamenti.
Canaro si trova tra Ferrara e Rovigo, quindi in una linea ferroviaria essenziale per tutto il paese, eppure le ferrovie offrono solo 5 corse al giorno.
Se ho bisogno di andare a S.Maria Maddalena di Occhiobello, da Ferrara c'è una corsa ogni mezz'ora.
Se voglio andare a S. Maria Maddalena o a Canaro da Rovigo, ci saranno 5 o 6 corse al giorno con una linea privata di pulman.
S.Maria Maddalena è in Veneto, e Ferrara in Emilia. Canaro e Rovigo sono entrambi in Veneto, quindi mi aspetterei maggiori collegamenti regionali.

L'articolo di oggi diceva, appunto, che i rodigini guidano la macchina molto più della media nazionale.
Si può capire: non è tanto per l'estensione del territorio, io penso, ma per i pochi mezzi pubblici.
Ogni amministrazione locale fa quel che vuole, ma se circolano troppe auto non dipende dal DNA degli abitanti.
A Ferrara gli spostamenti, non solo con mezzi pubblici, ma con le bici, sono oggetto di una politica estremamente incoraggiante che premia queste scelte economiche ed ecologiche.
Dipende molto dalle decisioni prese in alto.

Non è una critica a nessuno. Volevo solo commentare e dare qualche informazione.
Grazie e cordiali saluti,
Roberta Barazza

Saturday, September 19, 2009

Occupazione dell'Afganistan.

Ma perché ci sono le truppe alleate in Afganistan?
Di solito si giustifica la loro presenza con questi due motivi:

1. I terroristi delle Twin Towers e i loro sostenitori sono nascosti in Afganistan.
2. Bisogna sostenere la svolta in senso democratico di quel paese.

Naturalmente gli eventi dell'Afganistan e dell'Iraq sono molto legati.
L'occupazione dell'Iraq si è rivelata una messinscena micidiale per il popolo iraqeno. Il presidio militare, guidato da Bush, è apparso infondato e basato su menzogne.

L'Afganistan sembra più giustificato perchè, molto probabilmente, Bin Laden si nasconde in Afganistan, e perché i telebani effettivamente sostengono il terrorismo nel loro e in altri paesi.

Se ritorniamo al primo dei motivi sopra accennati, si potrebbe obiettare che i terroristi sono una cosa e il popolo afgano un'altra.

Facciamo un parallelo ipotetico: 10, 20 o 50 terroristi italiani attaccano le Torri Gemelle. Inconcepibile? Piuttosto fantascientifico, ma in Italia le Brigate Rosse non simpatizzavano molto per gli States. Ammettiamo l'ipotesi. Cosa fanno gli USA? Invadono l'Italia per catturare i 50, o i 100 terroristi colpevoli. Impensabile, no? Ma l'Afganistan non è l'Italia; è un paese disastrato e occuparlo non incontra l'ovvia opposizione che incontrerebbe in Italia. Se il paese è debole, i forti fanno un po' quel che vogliono.

Gli USA hanno tutto il diritto di catturare i terroristi che hanno causato il disastro delle Twin Towers, ma non di uccidere, senza tanti scrupoli, chi non c'entra niente, come le moltissime vittime civili. Stanno distruggendo un paese per catturare solo i terroristi, che è giusto catturare. Dicevano la stessa cosa anche in Iraq: dobbiamo trovare le armi di distruzione di massa, dobbiamo trovare i terroristi. Si è rivelato tutto un bluff.

Ci sono delle regole internazionali, ma gli USA non vi si sono mai troppo attenuti.
Quando è giustificata l'invasione di un paese straniero? Nel caso in cui quest'ultimo attacchi qualcun altro, cioè in caso di legittima difesa.
Non è questo il caso dell'Afganistan. L'Afganistan, e l'Iraq prima ancora, non hanno attaccato gli USA. Lo ha fatto un gruppo di terroristi di varie nazionalità, che non possono essere identificati con un'unica nazione.
E' un problema di peace-keeping, come dice anche la sinistra italiana? Ma ci credono tutti! E' diventato un vero e proprio macello, e la sola presenza straniera è motivo di violenza e morte.
Dicevamo: quando è giustificato un intervento militare? Per difesa. Oppure per difendere i diritti di qualcuno. Ma il conflitto in Afganistan parte proprio dall'intenzione di punire i terroristi, quindi è infondato. Per difendere i diritti degli afgani? Questo sarebbe importantissimo, ma mi risulta che nessun singolo stato possa prendere decisioni simili concretizzandole con arbitrarie invasioni militari. E' una decisione che spetta solo all'ONU.

Motivo n. 2. Gli USA vogliono imporre la democrazia in un paese che non la conosce. La parola 'imporre', però, già si scontra col termine 'democrazia'. Ma se questo è il motivo, allora ci si può organizzare per un bel po' di altri paesi non democratici nel mondo. Non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Insomma, sembra che entrambi i motivi siano molto discutibili.
Gli Afgani sanno bene cos'è l'invasione straniera, poveri loro: russi, USA, gli alleati occidentali, per citare soli i più recenti. Contro tutti gli invasori hanno sempre avuto dalla loro parte il paesaggio del loro paese, montagnoso e arido, che ha da sempre protetto gli afgani e messo nei guai gli invasori costringendoli, alla lunga, alla fuga.

I telebani sono un problema serio, ma a me sembra che questo non giustifichi un'occupazione militare straniera. Altri aiuti, o presenze legittime dell'ONU, posso essere mandati in Afganistan per sostenere i diritti umani, la giustizia e lo sviluppo economico. Si consideri inoltre che la presenza militare in sè è un moltiplicatore degli scontri e della violenza. Forse si riesce a difendere alcune persone dai telebani, ma il più degli attacchi terroristici è una reazione proprio agli occupanti stranieri.

Monday, September 14, 2009

Boicottiamo 'Porta Aperta'.

Pensavo che almeno RAI3 un minimo di autonomia dalle scelte del governo ce l'avesse.
Ma l'opposizione esiste?
La sostituzione di 'Ballarò' con 'Porta Aperta', con protagonista Berlusconi sullo stesso tema che 'Ballarò' voleva trattare, ha un evidente significato politico.
Spero che il maggior numero possibile di italiani boicotti la trasmissione.

Saturday, September 12, 2009

Il Festival di Venezia non interessa agli italiani?

Normale?
TG2 delle ore 8.00 di domenica 13 settembre 2009.
Il Festival di Venezia si è concluso ieri sera. Mi pare lecito un grande interesse sui vincitori.
Il TG2 della mattina dopo presenta vari fatti di politica e di cronaca, poi un servizio su una partita di calcio, un servizio su un incontro di pugilato, uno sulla futura Miss Italia, e solo dopo il servizio sul Festival di Venezia.
Abbiamo capito, dalle parole di Brunetta, che i cineasti non sono molto simpatici al governo, ma ...

Berlusconi. Successo nel privato ma non come politico.

Penso che Berlusconi possa compiacersi di aver fatto enormi cose come privato cittadino: molto lavoro, grandi imprese, ha dato lavoro a un sacco di gente, ha messo da parte grandi ricchezze. Credo che un personaggio come lui possa compiacersi di un successo concreto consistente.
Però dovrebbe capire che come rappresentante politico non funziona proprio. Che abbia il consenso popolare non dice molto del valore di ciò che fa.
Come rappresentante delle istituzioni, dà un'immagine dell'Italia che è negativa, ridicola. Sembra un personaggio dello spettacolo; non ha l'autorevolezza, la cultura e la serietà che sono necessarie per rappresentare alte istituzioni politiche.
Fini rappresenterebbe l'Italia molto meglio di Berlusconi. A parte che piace sempre meno alla destra.
Berlusconi può compiacersi di aver fatto grandi cose come imprenditore, ma lasci perdere le istituzioni. Non è necessario che ognuno sia di successo in tutti i settori. E' impossibile.
Questo vale in considerazione soprattutto del conflitto di interessi, della dubbia manipolazione di soldi per giri di sesso e potere, e del suo comportamento in generale che, per un personaggio pubblico, è inaccettabile.

Supplenze. Un'anomalia italiana?

Secondo me la situazione della scuola italiana è quanto mai anomala. L'anomalia è la figura del supplente.
In nessuna struttura, anche pubblica, esistono i supplenti. Se uno lavora come segretario in un'amministrazione pubblica o privata, firma un contratto, di un anno, due anni, dieci anni, e deve rispettare i termini del contratto. Se fa assenze oltre il suo diritto, perde il contratto.
Nella scuola si inizia con un insegnante che firma un contratto, ma sembra che abbia diritto a un sacco di assenze se occorrono tutti questi supplenti.
Che io sappia nessun posto di lavoro ha questo rifornimento di supplenti precari tappabuchi, pronti a coprire anche solo pochi giorni per sostituire un lavoratore.
Questa è un'anomalia.
Secondo me dovrebbe funzionare così: una persona vuole diventare insegnante? Studia per questo scopo. Dopodiché lavorerà o non lavorerà a seconda che ci siano posti vacanti o meno.
Ma una volta firmato il contratto con una scuola, quell'insegnante è tenuto a svolgere tutte le sue ore di lezione. Non è normale che possa essere sostituito da un supplente. Da nessuna parte funziona così. Se una persona viene meno ai suo obblighi, perde il contratto. Invece nella scuola pubblica italiana uno firma, ma se manca c'è tutta una riserva enorme di supplenti tappabuchi a disposizione del Ministero dell'Istruzione, che servono da precari e che arrivano ad un posto decente e fisso solo dopo 10, 20 o 30 anni di insegnamento alla meno peggio.
Secondo me tutto questo sistema non funziona. Forse sarebbe opportuno provatizzare la scuola nel senso che ogni scuola assume chi vuole e può firmare con un insegnante un contratto lungo o breve, nel quale però non è previsto, se non nei termini minimi della legge, la possibilità di essere sostituiti da un supplente.
Si dirà che in questo modo viene meno il posto fisso. Onestamente, chiamare un posto fisso un contratto che per molti arriva ai tempi della pensione, mi sembra un po' paradossale.
L'enorme carrozzone dell'apparato dell' Istruzione funziona male. Trattiene per il proprio comodo, e anche per il comodo degli insegnanti, migliaia di insegnanti che accettano la precarietà pur di avere un giorno il posto fisso.
Un po' se la vogliono gli insegnanti. Si accontentano di un posto bucato di qua e di là per non cercare posti più consistenti. Ma è anche comprensibile che tutti cerchino il posto fisso. In teoria è una soluzione attraente, in realtà ci arrivi a 40 anni, a 50 anni, quindi nel frattempo ti sei giocata mezza vita in posti tappabuchi.
Io penso che non abbia più molto senso questo sistema. Mia sorella, che vive a New York, dice che lì i posti sono tutti 'at will', cioè quando il lavoratore o il datore di lavoro, pensano che il rapporto di lavoro non debba più andare avanti, semplicemente si rompe il contratto e si cercano altri lavori. E' vero che le offerte di lavoro sono maggiori lì che da noi, ma se anche in Italia ci fosse maggiore flessibilità, forse sarebbe anche più facile trovare posti vacanti.
Se in Italia non esistessero le GRADUATORIE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE (questo, secondo me è il problema da abolire), ogni insegnante, con il suo bravo titolo e abilitazione, manda il proprio CV ad ogni scuola, e, semplicemente, quando la scuola ha bisogno di un insegnante, il suo CV viene considerato.
In Italia le scuole DEVONO rispettare queste graduatorie che sono piene di precari. Pochi fortunati al top avranno presto il posto fisso, ma poi ci sono migliaia di precari che stanno lì in attesa di poche ore l'anno, fino al posto fisso.
Se invece un insegnante non assunto potesse mandare liberamente il suo CV ad ogni scuola e essere assunto se la scuola ne ha bisogno, forse ci sarebbe meno girotondi assurdi di suppplenti-dei-supplenti-dei-supplenti-degli-insegnanti-di-ruolo, e sei sicuro di lavorare almeno per un anno o due o di più dopo un periodo di prova.
Le graduatorie del Ministero da una parte promettono, come un miraggio lontano, il posto fisso, dall'altra IMPEDISCONO agli insegnanti un posto certo anche solo per qualche anno, perchè tutte le scuole devono attingere solo da queste graduatorie. In cambio di un lontano posto fisso, il mastodontico sistema delle graduatorie ministeriali BLOCCA moltissime persone che non possono lavorare con continuità anche solo per uno o pochi anni, costringendoli ad accontentarsi di tappare i buchi, in attesa, appunto, del contratto a tempo indeterminato.
All'estero non funziona così. Ogni scuola ha la possibilità di impiegare chi gli presenta un CV adatto al posto di lavoro.
Il nostro è un sistema socialisteggiante, basato sullo stato assistenzialista garante del posto fisso, ma alla fine uno anzichè lavorare, lavoricchia per anni e anni, a scapito della sua carriera e di un lavoro di qualità. Lo stato, piuttosto, farebbe meglio a potenziare le fonti si sostegno al reddito in caso di momentanea disoccupazione.

Daddario

Berlusconi dice che non è vero che non c'è libertà di espressione in Italia.
Sarà, ma è strano che la Daddario, che ha avuto il merito di far vedere gli squallidi retroscena della vita del premier, non sia per niente protagonista di spazi mediatici in Italia, a parte i commenti SU di lei, che abbondano.
In Svizzera, in Spagna e in altri paesi, la Daddario ha avuto spazi da protagonista nei media.
Io credo che meriterebbe maggiore considerazione e sostegno in Italia, perchè ha dimostrato un grande coraggio e perché ha incrinato la stabilità di un governo che meriterebbe l'impeachment.

Thursday, September 10, 2009

Berlusconate

Tarantini afferma che Berlusconi non sapeva che le ragazze che passavano la notte con lui a Villa Certosa erano pagate.
Diamogliela per buona: nessuna simile chiara spiegazione al premier da parte di Tarantini.
Ma Berlusconi neache lo immaginava?
Anima pura e innocente! Deve avere un'opinione smisurata del suo charme. Lui crede davvero che così tante belle donne di 20, 30 o 40 anni siano disposte a stare con lui perché è un uomo irresistibile?

La cosa assomiglia molto al delirio di onnipotenza politica a cui abbiamo dovuto assistere in questi giorni. E' convinto che il suo sia il governo più straordinario che il popolo italiano abbia mai avuto. Forse gli farebbe bene un ripassino in storia. Sorprendente la mancanza di buon senso. Se io fossi convinta di fare cose straordinarie, lo farei capire, magari, ma sbandierarlo con tale sicurezza e sfacciataggine e porsi al di sopra di tutti senza un confronto concreto con le altre esperienze politiche, fa pensare che sia davvero un delirio. Sarebbe bello se qualche studioso di storia proponesse un incontro pubblico con Berlusconi su questo tema per discutere della sua leadership confrontata con quella degli altri statisti italiani.

Emigrazione e Europa

Secondo me si risolve parzialmente il problema dell'emigrazione in Italia facendo diventare l'Italia una regione europea. Cosa che è ancora solo in teoria.
E' vero che l'Italia si sobbarca più di qualsiasi altro paese europeo il peso dell'emigrazione clandestina, specie con gli sbarchi sulle coste siciliane. Grecia e Malta sono molto meno disponibili dell'Italia (se non consideriamo le recenti chiusure del governo italiano); e anche in Spagna è molto più difficile essere accettati.
Ma è anche vero che moltissimi di quelli che sbarcano hanno il sacrosanto diritto all'asilo politico. Anzi, è strano che chi ha già il diritto all'asilo, anche nella sua patria, sia costretto a rischiare la vita per vederselo riconosciuto.
Penso che una soluzione sia fare in modo che gli sbarchi in Italia siano sbarchi in Europa, e che i clandestini possano essere accolti in tutti i paesi europei per la verifica del loro diritto all'asilo.
Molti disprezzano il sistema di controlli italiano 'a frontiere bucate', ma io penso invece che, rispetto a Malta e Grecia, l'Italia possa vantarsi di aver permesso a moltissime persone il riconoscimento dei propri diritti e l'inizio di una vita dignitosa. Ma è giusto che l'Europa condivida quest'onere e giustissimo che a chi ha questi diritti, continuino ad essere riconosciuti.

Tuesday, September 8, 2009

Problemi italiani

Mi sono laureata nel 1995 a Udine. Ma da allora ho sempre continuato a studiare o a collaborare con varie università: Udine di nuovo, Klagenfurt, Venezia, Urbino, Varsavia, Skopje, West Lafayette.
Venezia 2001. Insegnavo e frequentavo le università di Venezia e Udine. All'improvviso, stalking. Ho interrotto bruscamente tutte le attività, a parte l'indispensabile, cioé il lavoro. L'inferno. Non era più possibile neanche uscire di casa. Ho rinunciato a tutti i miei programmi di studio. Da un giorno all'altro. Ma nessuno sembrava essersene accorto. Nelle università devono esserci molti miopi.
Lo stalker non ha niente a che fare con l'università, anzi sembra di infimo livello culturale. E' incredibile quanto gli italiani difendano questi delinquenti, solo perché maschi. Mentre i più brillanti, i più intelligenti non vedono niente.
Questa è la società italiana.
Ora (son passati quasi nove anni!) che il problema è più leggero, mi piacerebbe riprendere a studiare.
Ma non nelle università italiane.

Sunday, September 6, 2009

Emigranti respinti. "Presa diretta" di Iacona.

Interessantissimo, come al solito, il programma di Iacona su RAI3, questa sera.
Tema: gli emigranti africani respinti in mare prima di arrivare in Sicilia, e ricacciati in Libia.
Con una certa soddisfazione mi sembrava di ripercorrere, nella prima parte del programma, il mio stesso lavoro che ha portato alla stesura di "Storie di emigranti": l'ascolto del racconto dei clandestini provenienti dal Corno d'Africa, la ricostruzione del loro percorso nelle carte geografiche, e il confronto con documenti e testimonianze, tra cui, tra l'altro, il sito "Fortezza Europa", in cui anch'io ho trovato la conferma di molte drammatiche informazioni.

A parte questo, quel che mi ha colpito nel programma è l'accostamento del discorso del premier Berlusconi a quello di Gheddafi in occasione della visita di quest'ultimo alla Sapienza di Roma.
Il nostro premier parla della proficua collaborazione tra l'Italia e la Libia in tema di respingimento dei clandestini del Corno d'Africa che, quasi tutti, hanno diritto all'asilo politico. Gheddafi risponde ridendo del loro presunto diritto d'asilo: dice che quella gente viene dalla foresta, che loro hanno bisogno solo di mangiare e che è ridicolo pensare che milioni di africani possano pretendere l'asilo politico in Europa. Questi due discorsi accostati sono tremendi: altro che scoop! Il nostro premier, diplomatico e ipocrita, sottolinea i rapporti 'corretti' e di collaborazione tra i due paesi, di certo sapendo che Gheddafi se la ride dei diritti umani di quella gente. Berlusconi sembra voler credere che la Libia è pronta a rispettare i diritti delle persone che l'Italia rispedisce lì, anzi dice che gli emigranti possono chiedere in Libia l'asilo politico. E, subito dopo, il sarcasmo crudele di Gheddafi che non si fa problemi ad ammettere che quelle persone se lo possono scordare il diritto d'asilo. Nel seguito del servizio, poi, immagini e video sulle violazioni gravissime dei diritti umani nei confronti degli stranieri in Libia.

Non so se il discorso del premier più quello di Gheddafi sono stati accostati per un montaggio a posteriori, ma sembra proprio di no: era nell'occasione della visita di Gheddafi alla Sapienza e c'era anche Berlusconi.
La cosa che mi colpisce è che questo scambio sia saltato fuori solo per un reportage costruito mesi dopo, e non subito, non durante quei giorni stessi. Ovviamente si è parlato delle violazioni dei diritti umani in Libia, delle critiche a Gheddafi, ma io non ricordo queste parole precise. Ricordo che Gheddafi parlava della sua rivoluzione verde, della sua indifferenza per la democrazia, ma quel discorso preciso ed agghiacciante, subito dopo le parole diplomatiche di Berlusconi, non era stato trasmesso per niente.
E' talmente sconvolgente il contrasto tra l'ipocrisia di un premier occidentale, e la palese criminalità ostentata dal leader africano, che non poteva non comparire immediatamente su tutti i giornali e sconvolgere l'opinione pubblica. Avrebbe dovuto rimbalzare su stampa e tv per giornate intere. E invece sembra un servizio inedito fino a questa sera.
Mi vien da pensare a quel che dicono i giornali stranieri: che la stampa e le tv italiane sono troppo morbide e acquiescenti al potere; non hanno il coraggio di criticare troppo, o forse temono un premier che è pronto a denunciarli anche solo per delle domande.

Luoghi comuni?

Due luoghi comuni riguardano gli italiani:

1. gli italiani si esprimono in modo complicato, astratto, retorico, indiretto ... giri di parole, metafore poco chiare ...

2. gli italiani sono un popolo piuttosto ambiguo, oscuro, un po' imbroglione. Nella vita politica le cose contorte e poco pulite sono la regola.

Le due cose, si può facilmente presumere, non sono slegate.

Imparare l'inglese ha un vantaggio in più: si deve imparare a semplificare i propri pensieri, a renderli più chiari e comprensibili, a non svolazzare per comodo tra paroloni astratti e parole copri-vuoto, ma ad assicurare sempre una corrispondenza tra le parole e la realtà concreta. E' un esercizio importante, quasi etico.

Friday, September 4, 2009

Palestina. Il rapporto Sasson.

Sembra che la maggior parte degli insediamenti israeliani in Palestina siano illegali, all'insaputa, ufficiale, delle autorità politiche israeliane.
Il governo israeliano 'tollera' un crescente numero di insediamenti ebraici in Palestina. Ci si scandalizza quando i Palestinesi parlano di occupazione israeliana?
Il Rapporto Sasson lo ha già messo in evidenza nel 2005, ma sembra che i potenti di tutto il mondo preferiscano ignorarlo.

Si legga Wikipedia:

http://en.wikipedia.org/wiki/Sasson_Report

o l'articolo di Simonetta Cossu:

http://pensatoio.ilcannocchiale.it/2009/02/22/simonetta_cossu_rapporto_israe.html