Sunday, April 22, 2007

università italiane

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Diamo un nome fittizio ad una persona reale: Lara. Lara studia in Italia, si laurea, poi studia altri due anni in un programma che unisce un'università straniera a un'università italiana. Dopo questi due anni, studia ancora in Italia in un'altra università per due anni. Poi fa un Master in un'altra università ancora, e un corso in un altro istituto culturale in Italia. Poi insegna e continua a frequentare degli altri corsi.
All'improvviso una disgrazia: gentaglia comincia a disturbarla in maniera patologica e insopportabile. Stalking.
Lara scappa in pochi giorni dall'università che frequentava. Continua a insegnare nelle scuole per qualche mese, poi scappa anche dalla città dove insegnava. All'improvviso.
Sembra fuori di sè. Cerca di insegnare in un'altra città ma ci sono meno richieste e riesce a fare poche ore di lezioni. Ci sono vari mesi di disoccupazione in cui si vede Lara comportarsi in modo molto strano: se prima era estremamente comunicativa, ora evita tutti, scappa sempre, non vuole più vedere le persone.
Non avendo più un suo appartamento e dovendo stare con i suoi per qualche mese, stenta a lavorare e vivere in modo normale e per poter studiare o essere lasciata in pace, vive in macchina. Anche di notte. E scappa sempre, anche in macchina.
Di giorno la si vede vagare per la campagna nel tentativo di studiare senza essere disturbata, ma è continuamente disturbata da gentaglia ignorante e senza rispetto. Cerca disperatamente di fare qualche ora di internet ma per fare anche solo un quarto d'ora in internet caffè pubblici, viene disturbata continuamente ed è semplicemente un inferno stare in luoghi pubblici. Frequentava dei corsi ma è troppo disturbata; ci rinuncia. E' sempre più isolata. Sta il più sola possibile e, poichè non ha un posto isolato e indipendente in cui stare, sta in macchina, e scappa sempre. Anche di notte viaggia. La disturba meno stare in macchina che condividere casa dei suoi a cui non è più abituata. Di notte è spesso in macchina più o meno intorno a casa. Fa anche un brutto incidente: macchina distrutta, ma Lara si salva.
Questo per 4-5 anni. Questa persona viveva molto integrata e all'improvviso diventa un' asociale, vistosamente. Nessuno se ne accorge? I suoi di casa, per forza, visto che hanno dovuto ospitarla per qualche mese. E gli altri? Tutti questi ambienti top che frequentava - università - non vedono niente? Nessuno negli ambienti che frequentava chiede nulla. Non una sola domanda. Come se non fosse successo assolutamente nulla di nuovo.
Queste sono le università italiane. Luoghi di persone spesso molto snob, ma che alla fine, visto il valore che dimostrano, sono ridicoli nel loro snobismo. Le università italiane sono luoghi ancora lontani dal sociale. Spesso gente che sa un sacco di cose, ma che non muove un dito per cambiare qualcosa nel reale.
Mi piace citare questo aneddoto storico: nel 1938, quando le leggi razziali del fascismo erano già chiaramente criminali e violente, quasi tutti gli accademici italiani hanno firmato per accettare queste leggi e il potere fascista. Solo 11 professori su 1200 hanno rifiutato di firmare. Queste sono le menti che insegnano in un paese, persone da cui si deve imparare.
Questo è quello che penso delle università italiane: una vergognosa incapacità di interessarsi degli altri.
Preferisco pensare che siano esperienze particolari e che il discorso non possa essere troppo esteso. Ma sono sicuramente esperienze reali.