Thursday, May 1, 2008

Sicurezza? Ma per chi?

La vittoria della destra nelle ultime elezioni politiche è forse legata soprattutto al tema della sicurezza.
Gli italiani si sentono insicuri, temono le violenze che ogni giorno riempiono la cronaca.
E trattando questo tema di solito sorge una contrapposizione tra italiani e non-italiani in Italia.
La sicurezza di cui tanto si parla è spesso intesa come sicurezza per gli italiani dalle violenze degli stranieri.
Ma non si pensa forse abbastanza che il problema della sicurezza è molto più grave per gli stranieri stessi che vengono nel nostro territorio e per vivere devono accettare qualsiasi fonte di guadagno.
Mi viene in mente il caso di quel rumeno che nei giorni scorsi ha ucciso la coppia di coniugi di Verona.
Era uno straniero da poco arrivato in Italia e, come molti altri stranieri, privo di sicurezza: la sicurezza economica, la sicurezza di una casa, la sicurezza di sopravvivere, la sicurezza di potersi difendere dalle violenze che altri, italiani o non.
E salta fuori che quei coniugi, o almeno il marito, non impiegavano stranieri solo per lavorare come operai nella loro impresa, ma anche per usarli come prostituti.
Non difendo affatto l'omicidio, ovviamente, ma quel rumeno era privo delle sicurezze di base che rendono una vita normale. Privo anche della possibilità di difendersi da quelle violenze, perchè non aveva abbastanza soldi per sopravvivere.
Se vi è totale insicurezza si rischia di diventare un pericolo per tutti. Come in questo caso.
Strano che non si parli mai della sicurezza anche di chi viene in Italia.
La mancanza di sicurezza è la causa principale di tante tragedie e di tanti crimini.
L'insicurezza in cui vivono la maggior parte degli stranieri che vengono nel nostro paese è infinitamente maggiore della nostra, e allora sì c'è motivo di temerli.
Potrei anche parlare di una brutta esperienza di stalking capitata a una pesona che conosco bene.
Questa persona, italiana, ha subito, letteralmente, una persecuzione da parte di un maniaco italiano, sicuramente molto più delinquente e squilibrato di quell'imprenditore veneto che faceva avance ai ragazzi rumeni. Almeno perchè sarebbe bastato mandarlo al diavolo per liberarsene. Il maniaco italiano invece seguiva la persona ovunque.
La persecuzione di questo squilibrato è durata per anni.
Ciò naturalmente modifica e danneggia gravemente la vita di una persona, che non esce più, evita gli altri, rifiuta di comunicare per evitare un delinquente del genere e, cosa ancor più seria, rischia di perdere molti soldi perchè il suo lavoro può essere compromesso.
Questa persona è italiana e, bene o male, una sicurezza di base ce l'aveva perchè ha una casa o la casa dei propri familiari che la possono un poco sostenere anche in caso di perdite economiche.
Questa situazione non è diventata tragedia perchè una sicurezza di base c'era.
Nel caso del rumeno, e di tanti altri stanieri, manca tutto: casa, soldi ... molto spesso sono costretti a subire violenze di ogni genere senza poter scegliere troppo, visto che se vogliono qualche soldo devono accettare di tutto.
L'insicurezza porta a eccessi drammatici, come violenza e crimini.
L'emigrazione è inevitabile e necessaria anche per la nostra economia. Quindi quando si parla di sicurezza forse converrebbe preoccuparsi anche della sicurezza degli 'altri', cioè di quelli che sono considerati spesso la causa della nostra insicurezza.
Solo se anche loro hanno una sicurezza di base, tutti gli italiani possono star più tranquilli.
Il nuovo governo pensi a questo problema anche in questi termini. La sicurezza aumenta se le condizioni di vita di TUTTI quelli che vivono in Italia sono più rassicuranti.