Friday, April 10, 2009

"Il vento fa il suo giro". Un film di Giorgio Diritti.

Uno straniero viene a vivere in un paesino di montagna nella provincia di Torino.
Fa il pastore. Ha moglie e tre figli. Dapprima accolto, lo straniero è oggetto di crescenti critiche da parte degli abitanti. Certi suoi difetti vengono ingigantiti e presentati come gravi danni alla comunità. Gli mandano l'ispettore sanitario. Gli contestano di calpestare terreni comuni, persino di rubare. Mentono, accusandolo ingiustamente, e non vedono l'importanza della sua presenza in quel paesino in cui nessuno più vuol stare. Lo straniero e la sua famiglia, alla fine, decidono di andarsene dall'Italia.

Cosa può venire in mente quando si legge una simile trama?
Forse vengono in mente extracomunitari poveri, dalle abitudini 'strane', magari non cristiani e poco ben voluti dai più. Si può pensare alle molte storie di stranieri accusati di non conoscere le regole e le leggi del nostro paese. Nel film gli abitanti del paese discutone spesso se han fatto bene a permettere l'arrivo dello straniero, o se era meglio impedirlo. Si arriva a dire che 'il sindaco l'ha combinata davvero grossa a dare il permesso'. Insomma, si può pensare alle solite storie di emigrazione in Italia, alla difficile integrazione e convivenza.

In realtà non è la solita storia. Lo straniero non è un extracomunitario povero. E' invece un ricco francese, un ex-professore che ha deciso di abbandonare la carriera scolastica perchè 'troppo burocratica; si fanno troppe cose inutili, e non si insegnano cose importanti'.
Abitava nei Pirenei e decide di cercare un'altra casa in montagna perchè nella sua città stanno costruendo una centrale nucleare.
Viene in Piemonte e compra una grande casa a Chersogno. Vive del formaggio che lui stesso produce e vende. Ottimo formaggio. Lui è un gran lavoratore e la sua famiglia è giovane e simpatica.
Ma ...
Ma è uno straniero. Ha un'attività rispettabilissima e lucrativa. Viene a vivere in un paesino di montagna in cui nessuno vuol più vivere. Quindi, a maggior ragione, dovrebbe essere benvoluto. Porta in questo paesino la vitalità di una famiglia giovane, un lavoro che incrementa lo sviluppo della zona e può dare avvio ad altre attività, come ristoranti o negozi. Anzi, la sua vita diventa tanto attraente che anche altre persone decidono di comprare delle capre.
A volte i suoi animali sporcano, ma i vantaggi sembrano molto superiori a questi piccoli danni. Inoltre, la moglie è molto simpatica, i bambini parlano francese e quindi rappresentano un patrimonio culturale a portata di mano. Per non parlare della casa che gli viene data in affitto e che quindi diventa una rendita cospicua per il proprietario. Casa piuttosto malandata, che il francese stesso ristruttura.
Dopo discussioni animate e un po' grottesche, all'osteria e in giunta comunale, alla fine decidono, bontà loro, di concedergli l'onore di prendere in affitto una casa in paese. Il grottesco sta nel fatto che si discute, con grande preoccupazione, non dell'arrivo improvviso di 5000 extracomunitari, ma di una sola famiglia di stranieri che, forse, pensavano che la libertà di circolazione in Europa fosse scontata.
All'inizio l'accoglienza è buona, ma poi iniziano gli attriti a cui si accennava.
Aggiungo qualche particolare.
Una signora fa passare per ladro il francese perchè prende la legna 'di sua sorella', dice lei. In realtà è legna di terreni pubblici. Per poter accusare lo straniero di averle causato danni, giunge a rompersi intenzionalmente tre dita. Tutto il villaggio ritiene doveroso che il francese chieda scusa pubblicamente alla signora. Non potrà presentarsi al 'tribunale del popolo' perchè nel frattempo qualcuno ha fatto sparire due sue caprette, che egli ritroverà impiccate ad un portone.
Altro episodio: il francese ha abbandonato in un dirupo un maiale morto. E' un crimine? Secondo gli abitanti di Chersogno, sì. Fanno arrivare subito l'ispezione sanitaria ... che non trova nulla di irregolare.
Lo straniero non è un cattolico, e quindi non vuole che il prete vada nella sua casa per la consueta benedizione. Ovviamente per un po' non si parla d'altro all'osteria.
Le signore che comprano il formaggio del francese portano i pasticcini alla moglie 'perchè così quei poveri bambini hanno qualcosa di buono da mangiare'. E le portano pure i vestiti della Caritas ...
Si aggiunga che la ricostruzione della casa aveva portato molta vivacità in paese: il francese fa lavorare con sè un giovane che può così finalmente andarsene di casa, dove doveva sopportare padre e madre brontoloni e autoritari; e dà lavoro anche a un uomo un po' matto che con lo straniero ritrova comprensione e voglia di vivere. Tant'è vero che, quando la famiglia decide di ritornarsene in Francia, si suiciderà.
Si suiciderà mentre il sindaco di Chersogno parla, in un programma televisivo, delle virtù della gente di montagna: dedizione al lavoro, altruismo, tenacia, gratuità, disinteresse, collaborazione.
E parla ancor più del suo impegno per valorizzare l'ambiente e far ripopolare la montagna. (Salvo poi far scappare i pochi coraggiosi che sono disposti a stabilirvisi.)

L'ovvia domanda che ci si pone, dopo aver visto questo film, riguarda l'emigrazione.
La presenza di questi stranieri era estremamente positiva. Eppure ...
Sono gli stranieri un problema nella realtà italiana, o sono gli italiani il problema?